Testimonianze

Le voci di chi lo ha conosciuto e incontrato

Sono qui raccolte le sintesi di alcune videointerviste realizzate dalla Fondazione a numerose personalità che hanno conosciuto, incontrato e lavorato accanto a Carlo Maria Martini e altre testimonianze e ricordi raccolti dopo la sua morte.

Franco Giulio Brambilla

Franco Giulio Brambilla

…il vescovo dev’essere «un uomo umile, che vince le durezze con la propria dolcezza, che sa essere discreto, che sa ridere di sé e delle proprie fragilità. Che sa riconoscere i propri errori senza troppe autogiustificazioni. Dunque anzitutto un uomo vero.»

Gianfranco Bottoni

Gianfranco Bottoni

Martini aveva sperato di morire e di essere sepolto nella terra santa a conclusione del suo soggiorno a Gerusalemme… Con squisita delicatezza Rav Giuseppe Laras ha provveduto a procurare terra di Israele da inserire nella sepoltura di Martini in Duomo. Un gesto simbolico bellissimo.

Milena Mariani

Milena Mariani

La sua parola è stata una parola al tempo stesso potente ma anche capace di inquietare, di risvegliare. Un intreccio che derivava dalle due fonti della sua ispirazione: da un lato la Bibbia e dall’altro la sua formazione gesuitica.

Mauro Lanfranchi

Mauro Lanfranchi

Una persona amica mi informa «Ho saputo che il cardinale, quasi tutte le domeniche alle 17, celebra la Messa nella chiesa dell’Aloisianum». Decido di andarci, a quella Messa domenicale, in un freddo e piovigginoso pomeriggio di fine gennaio, sperando che ci sia il Cardinale.

Antonio Torresin

Antonio Torresin

Martini è stato uomo del dialogo e uomo che ha amato profondamente la Chiesa. Tenere vivo il senso della giustizia, l’amore per il Vangelo, il servizio alla Chiesa, la stima per l’altro e l’ascolto di ogni cammino di ricerca, sono i frutti che egli ha disseminato nella Chiesa e negli uomini che lo hanno conosciuto.

Giovanni Panunzio

Giovanni Panunzio

Il Cardinale Carlo Maria Martini evidenziò pure in questo campo la sua disponibilità, il suo coraggio e le sue aperture per stigmatizzare una vera e propria piaga sociale, quella delle forme di plagio legate al mondo dell’occulto e alle sette esoteriche, ancora oggi sottovalutata.

Rachele Gulisano

Rachele Gulisano

Entrò in città nel febbraio del 1980, partendo dalla basilica di sant’Eustorgio, come tutti i vescovi ambrosiani e poi a piedi raggiunse il Duomo. «Vengo da lontano, come Paolo, con titubanza» disse e in mano aveva la Bibbia. …Mostrò subito d’avere un programma ben chiaro: mettersi all’ascolto della città per poterla aiutare.

Piero Sempio

Piero Sempio

Verso la fine di settembre 2001, nell’imminenza del commiato del Cardinale Martini dalla Diocesi di Milano, mi sentii in dovere di indirizzargli una lunga lettera di saluto e di gratitudine per il suo magistero ambrosiano che tanti semi di bellezza e amore aveva gettato e aiutato a germogliare.

Silvio Alaimo

Silvio Alaimo

Quando l’ho chiamato al telefono per ringraziarlo mi disse: «Silvio, ricordati, in carcere non rappresenti te stesso ma la simpatia di Dio. Ti benedico». E con quella benedizione vivo ancora di rendita… Grazie Carletto.

Alessandro Alacevich

Alessandro Alacevich

La nostra famiglia deve molto al Cardinale Martini. Nei venti anni della nostra vita a Milano le sue lettere pastorali e le sue iniziative hanno accompagnato i nostri impegni ed hanno segnato la nostra vita, indirizzandoci ed entrando nel quotidiano della nostra famiglia con discrezione e profondità.

Giovanni Giudici

Giovanni Giudici

L’esperienza di vivere più di dieci anni a contatto diretto con Martini mi ha consentito di apprezzare quanto il rapporto con una persona aperta e trasparente possa cambiare la vita e il modo di pensare.

Alberto Mattioli

Alberto Mattioli

…il suo magistero, discreto nella forma e forte nella sostanza, è divenuto compagno di vita personale e familiare. La bussola che aiutava a ritrovare il percorso in particolare nei momenti di smarrimento.