Nel giugno 1988 il Cardinal Martini fece parte della delegazione della Chiesa cattolica che si recò a Mosca per le celebrazioni del millennio del battesimo della Russia.

Un viaggio straordinario, in una ricorrenza straordinaria, per fare memoria di quella data – il 988 d.C. – a partire dalla quale, la Russia, ufficialmente e pubblicamente si professava cristiana.

In vista di quel viaggio all’insegna del dialogo ecumenico, nell’aprile del 1988 il Cardinal Martini scriveva una lettera alla diocesi di Milano, per sottolineare l’importanza di quell’evento fondamentale per la storia del cristianesimo, capace di interpellare oggi ciascun credente e la stessa Chiesa ambrosiana. Scriveva: “Si tratta di avvertire tutto il peso e la sofferenza di una troppo lunga divisione tra le Chiesa che da quella una e indivisa sono poi derivate, come pure di condividere la non minore sofferenza di quelle Chiese e di quei cristiani che non hanno visto o non vedono sempre adeguatamente rispettata la loro libertà”.

Di quel viaggio Martini diede poi ampio riscontro al Consiglio Pastorale Diocesano di quel giugno 1988, raccontando le fatiche (dalle liturgie lunghe lunghe e complesse, ai pranzi di rappresentanza, pieni di brindisi e discorsi), ma anche lo stupore e la gioia di ‘essere usciti dalle catacombe e riscoprirsi vivi’ dei credenti di russi, di una Chiesa che ‘ritrova un posto’ nella società e il trasparire del desiderio di autorità civili e religiose di prendere parte al processo di pace e di disarmo.

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