Il 7 luglio 1983 il cardinale Martini consegna alla diocesi di Milano la lettera pastorale “Partenza da Emmaus”, dedicata al tema della missione.
La lettera nasce a Lourdes, nell’ultimo giorno del pellegrinaggio diocesano. Alle migliaia di pellegrini raccolti sulla spianata del santuario, Martini affida una consegna che diventa il cuore di tutto il testo: siate testimoni del Risorto!
Il titolo stesso è un programma: partenza. Il punto in cui i discepoli riconoscono Gesù nello spezzare il pane è l’inizio del cammino. È il momento in cui la gioia dell’incontro si trasforma in slancio missionario, in urgenza di tornare a Gerusalemme per annunciare ciò che si è visto e vissuto.
La lettera si apre con una preghiera: «Signore Gesù, grazie perché ti sei fatto riconoscere nello spezzare il pane. Mentre stiamo correndo verso Gerusalemme, e il fiato quasi ci manca per l’ansia di arrivare presto, il cuore ci batte forte per un motivo ben più profondo».
In queste righe c’è tutto Martini: il biblista che abita il testo, il pastore che sa parlare al cuore, l’uomo di preghiera che prima di insegnare si mette in ascolto. I discepoli di Emmaus sono l’immagine viva di ogni cristiano chiamato a ripartire dopo l’incontro con il Risorto. «Ci hai inquietati con i tuoi rimproveri. Ma soprattutto sei entrato dentro di noi. Ci hai svelato il segreto…»
La consegna di Martini è chiara: la missione è compito di ogni battezzato. Essere testimoni del Risorto significa portare nel mondo, nella città, nei luoghi di lavoro, nelle relazioni quotidiane, l’esperienza che quell’incontro ha cambiato tutto. La partenza da Emmaus è il momento in cui la fede diventa responsabilità, un cammino ecclesiale radicato nella grande tradizione del Concilio Vaticano II.
Partenza da Emmaus è oggi disponibile nel volume VIII dell’Opera Omnia, Il cammino di un popolo (Bompiani 2023, pp. 224-283).
