L’11 settembre 2001 gli attacchi terroristici di New York e Washington – in cui morirono 2.996 persone – sconvolgevano il mondo. «È stato un giorno buio nella storia dell’umanità, un terribile affronto alla dignità dell’uomo», disse papa Giovanni Paolo II nelle ore immediatamente successive. A Milano era prevista per il 15 settembre una Veglia per i giovani in preparazione al Sinodo diocesano. Il cardinale Carlo Maria Martini decise di trasformare quell’appuntamento in Duomo in un momento di preghiera e riflessione rivolto a tutti. Pubblichiamo di seguito il testo della sua omelia, intitolata “Anche nel buio della notte risplende la luce della fede” (il documento è disponibile anche nel nostro Archivio digitale)

 

Anche nel buio della notte risplende
la luce della fede

Omelia per la camminata delle Sentinelle del Mattino

 

 

Saronno, 15 settembre 2001

Questa veglia era stata pensata come momento forte della ripresa del cammino di voi giovani verso il vostro sinodo, che significa appunto un fare strada insieme. Perciò è stato proposto il gesto straordinario di camminare insieme per una intera notte, alla luce delle torce e soprattutto alla luce del brano evangelico che racconta la grande gioia dell’incontro con Gesù risorto dopo una notte di fatica e di delusione. Vi avevamo chiesto di scrutare nel vostro cuore e nel cuore dei vostri amici e compagni per dirci quali sono le ansie di verità, i desideri profondi di umanità, i valori alti, le visioni di un futuro di pace che tutti noi e tutti voi, spesso in maniera inconscia, abbiamo nel cuore. Vi avevamo chiesto di vegliare per tutti noi al fine di riconoscere la voce di Dio che anche nella notte del cuore ci chiama a comportarci come suoi figli e figlie e ad amare tutti come figli di Dio, a vedere tutti come persone che portano nel volto, pur nell’oscurità e nel peccato, il segno dell’amore di Cristo per loro.

Ma negli ultimi giorni una grande oscurità ha invaso i cuori. “E’ stato – ha detto il Papa mercoledì scorso – un giorno buio nella storia dell’umanità, un terribile affronto alla dignità dell’uomo”. E’ stato come trovarsi di fronte a una notte oscura dello spirito, dove hanno prevalso l’odio e la follia omicida, una crudeltà gratuita e un terrorismo portato ai limiti estremi. E’ stata la notte di una volontà di morte che ha sfruttato le più avanzate risorse tecnologiche della nostra epoca per farne strumenti di massacro e di distruzione. “Dinnanzi ad eventi di così inqualificabile orrore – ha detto ancora il Papa – non si può non rimanere profondamente turbati”.

Camminare nella notte come state per fare ha dunque assunto il significato di un messaggio ancora più profondo e più grave. Quello di chi non vuole lasciarsi vincere dalla oscurità che genera panico e paura, di chi non vuole abbandonarsi a sentimenti di odio che genera rappresaglie e nuove violenze, ma vuole esprimere la certezza che il male e la morte non sono l’ultima parola e che la notte vissuta nella fede anticipa il momento dell’alba e della luce. Vogliamo affermare, come ci ha detto la pagina evangelica, che anche la notte più profonda non fa disperare della presenza del Signore e che là dove si lavora uniti e concordi il Signore si manifesta. Vogliamo che questo cammino delle sentinelle del mattino esprima quei valori di pace, di concordia e di superamento dei conflitti che tutti auspichiamo per evitare nuove catastrofi. Vogliamo che tutto il nostro operare per aiutare i giovani a guardare in alto e a sentirsi protagonisti di un mondo nuovo sia radicato nella preghiera e nella certezza che il Signore è con noi. Là sulla riva di un mare sempre gravido di tempeste, il Signore veglia e si fa sentire presente.

C’è in questi giorni un immenso bisogno di testimoniare tali valori e tale vicinanza a chi soffre tanto. Valori che vengono annunciati con la preghiera e la solidarietà, con la compassione e il pianto, con il silenzio amico e la parola fraterna, ma soprattutto con la certezza che il Signore non è lontano e ha la potenza, se ascoltiamo e mettiamo in pratica la sua parola, di tirarci fuori da una spirale di un crescendo di violenza che potrebbe coinvolgere il mondo intero.

Stiamo vivendo, all’inizio del nuovo millennio, una gravissima crisi dell’umanità. Le persone di buona volontà sono poste di fronte a una tragica sfida, una sfida che si ripresenta purtroppo a intervalli quasi regolari nel cammino della civiltà. Una sfida che l’umanità ha vissuto anche in tempi recenti – dieci anni fa all’epoca della guerra del Golfo – e in decenni precedenti in momenti trepidi della tensione internazionale, come al tempo di Giovanni XXIII e della crisi di Cuba. Emerge cioè la domanda drammatica: come riuscire a spegnere con decisione e fermezza ogni focolaio di terrorismo omicida senza nel tempo stesso moltiplicare e ingigantire le reazioni a catena della violenza e dell’odio? Il Papa nell’udienza di mercoledì scorso, dopo aver espresso profondo dolore per gli attacchi terroristici che hanno insanguinato l’America e la sua partecipazione al lutto di tante famiglie, e dopo aver espresso la sua “indignata condanna” di “così inqualificabile orrore”, ha riaffermato “che mai le vie della violenza conducono a vere soluzioni dei problemi dell’umanità”. Ha proclamato che “se anche la forza delle tenebre sembra prevalere, il credente sa che il male e la morte non hanno l’ultima parola”.

Questo, carissimi giovani e voi tutti che siete in ascolto, ci viene chiesto di testimoniare. Camminando per le strade della Diocesi nell’oscurità della notte ci viene chiesto di far risuonare le parole che la tradizione mette in bocca a san Lorenzo nel momento del suo martirio, riprese dal canto dei mistici spagnoli del cinquecento che avete ripetuto or ora come ritornello: “Questa notte non è più notte davanti a te: il buio come luce risplende”.

Non vincerà il buio della notte, non trionferanno le tenebre della morte se ciascuno di noi, nel vivere quotidiano e nell’ambito delle sue responsabilità all’apparenza magari nascoste e insignificanti, bandirà ogni violenza sia nelle parole sia sentimenti.

Anche nella comprensibile ansia di una legittima difesa e nella giusta volontà di disarmare e scoraggiare ogni possibile atto di terrorismo, sarà importante agire nella ragionevolezza e nel rispetto della complessità dei dati, senza facili semplificazioni di volti del nemico o affrettate creazioni di capri espiatori che possano soddisfare una volontà di rivalsa. La violenza e il terrorismo vanno isolati e disarmati con energia e determinazione, ma proprio per questo non devono essere confusi con contesti culturali, religiosi o etnici molto più ampi e che solo una riduttiva ricerca di bersagli immediati da colpire potrebbe ritenere responsabili diretti di tanta crudeltà.

Pure nel conflitto che insanguina il Medio Oriente occorrerà coraggiosamente e urgentemente mettere mano a iniziative di dialogo e di pace, di sospensione delle ostilità e di moltiplicazione di gesti di mutuo ascolto, isolando ogni volontà di rivalsa che genera soltanto nuove violenze.

Carissimi giovani: in frangenti così difficili e gravi è necessario moltiplicare le preghiere e le suppliche. Concluderemo dunque il nostro momento previo al cammino unendoci alla preghiera che il Papa ha guidato personalmente qualche giorno fa. La faremo precedere da una pausa di silenzio per esprimere il nostro cordoglio per tutte le vittime del terrorismo , per i loro familiari, per i feriti, per tutti coloro che la violenza ha privato dei beni essenziali della vita. La Vergine santissima, madre di misericordia, susciti nei nostri cuori pensieri di saggezza e propositi di pace.

Cronologia in breve

  • 15 febbraio 1927

    Nasce a Torino, è il secondo dei tre figli – Francesco (1925) e Maria Stefania (1935) – dell’ingegner Leonardo Martini e di Olga Maggia.

  • 25 settembre 1944

    25 settembre 1944

    Entra nella Compagnia di Gesù, presso il noviziato di Cuneo

  • 1 luglio 1952

    1 luglio 1952
  • 29 settembre 1969

    Già decano della Facoltà di Scrittura dal 1967 sostituisce padre McKenzie e viene nominato rettore del Pontificio Istituto Biblico, incarico che manterrà fino al 1978.

  • 18 luglio 1978

    18 luglio 1978

    Paolo VI lo nomina magnifico rettore della Pontificia Università Gregoriana: succede al padre Hervè Carrier

  • 29 dicembre 1979

    Viene eletto alla cattedra episcopale di Milano da Giovanni Paolo II

  • 10 febbraio 1980

    10 febbraio 1980

    Fa il suo ingresso nella diocesi di Milano, percorrendo a piedi un cammino penitenziale dal Castello Sforzesco al Duomo.

  • 2 Febbraio 1983

    Viene creato cardinale da Giovanni Paolo II

  • 2-4 ottobre 1986

    2-4 ottobre 1986

    Durante la XVI assemblea a Varsavia, viene nominato Presidente del Consiglio delle Conferenze Episcopali Europee (CCEE); inizia il mandato con la Pasqua del 1987 e lo conserva fino al 1993.

  • 11 novembre 1987

    11 novembre 1987

    Prende il via l’iniziativa della Cattedra dei non credenti. Tema di questa prima edizione Le ragioni del credere. Seguiranno altre undici edizioni.

  • 1 febbraio 1995

    Dopo aver concluso i lavori del 47° Sinodo Diocesano, offre le sue dimissioni al Papa che le respinge

  • 15 febbraio 2002

    Compie settantacinque anni: secondo quanto previsto dal codice di diritto canonico si dimette da arcivescovo di Milano e attende che il Papa accolga la rinuncia e nomini il successore

  • 11 luglio 2002

    11 luglio 2002

    Viene resa nota la nomina del cardinale Dionigi Tettamanzi quale successore di Martini

  • 10 settembre 2002

    10 settembre 2002

    Parte per Gerusalemme, dove trova alloggio in una stanza nell’Istituto Biblico. Per qualche anno, alternerà questa residenza con qualche periodo in Italia, nella casa dei gesuiti di Galloro, presso Ariccia (Roma).

  • Marzo 2008

    Attorno a Pasqua, le sue condizioni di salute peggiorano. Decide di rientrare in Italia per curarsi e si stabilisce a Gallarate

  • Maggio 2008

    Maggio 2008

    Esce, dapprima in tedesco e poi in moltissime lingue, il volume Jerusalemer Nachtgespräche (Conversazioni notturne a Gerusalemme), che raccoglie i colloqui del cardinale con il gesuita austriaco Georg Sporschill. È un confronto a tutto tondo sul rapporto tra Chiesa e mondo contemporaneo.

  • Dicembre 2011

    Esce Il Vescovo, volumetto in cui condensa la sua riflessione sul ruolo, le scelte, i problemi e i rischi del ministero episcopale

  • 31 agosto 2012

    31 agosto 2012

    Nella seconda metà del mese, a seguito dell’aggravarsi della malattia le sue condizioni di salute precipitano: muore a Gallarate alle 15.45 dell’ultimo giorno del mese. Viene sepolto nel Duomo di Milano.

Share This