FARSI PROSSIMO

SOLIDARIETÀ E GIUSTIZIA

Terrorismo, ritorsione, legittima difesa, guerra e pace

1° PUNTATA

Uno sguardo al Vangelo

2° PUNTATA

Le domande di oggi

3° PUNTATA

L’atteggiamento di Gesù

4° PUNTATA

Il grande bene della pace

Il discernimento spirituale e pastorale

1° PUNTATA

Che cos’è il discernimento

2° PUNTATA

Il discernimento in San Paolo (Prima parte)

3° PUNTATA

Il discernimento in San Paolo (Seconda parte)

4° PUNTATA

Conclusione

«Ogni battezzato è chiamato da Dio a vivere non più per se stesso ma per gli altri sull’esempio di Gesù e con la forza dello Spirito Santo attraverso una forma concreta di vita che è uguale per tutti per pienezza di fede e per eroismo della carità, ma che poi diventa per ciascuno diversa per compiti e funzioni da svolgere nella comunità cristiana per attuare la missione della Chiesa nel mondo. Importante è che ciascuno possa dire che la strada scelta è per lui il modo più sincero, più pregato, più sofferto e più fruttuoso di non appartenere più a se stesso, ma di appar­tenere agli altri».

M. Martini, Lettera a Stefania-Prossimità senza attenuanti, in Id., Farsi pros­simo così… Otto lettere familiari, novembre 1986, in Id., Farsi prossimo, pp. 136-139.

 

 

Terrorismo, ritorsione, legittima difesa, guerra e pace


Nel Discorso di S. Ambrogio del 2001 (6 dicembre), Martini prende le mosse dal passo di Luca (13, 1-5) per riflettere sulle tragedie politiche del suo tempo: quale risposta di fronte alle guerre che divampano nel mondo? Per Martini solo un cambiamento di paradigma delle nostre società potrà combattere l’ingiustizia e quindi instaurare una pace duratura. Soltanto ricercando il bene dell’umanità tutta, sotto ogni latitudine, sarà possibile sconfiggere la guerra. Riproponiamo qui, in quattro puntate, l’audio integrale del discorso.

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1° PUNTATA

UNO SGUARDO AL VANGELO

Nel Vangelo di Luca (13, 1-5) alcuni interrogarono Gesù a proposito di due eventi tragici accaduti al popolo di Israele: per volere di Pilato era stata perpetrata una strage di israeliti e una calamità aveva fatto precipitare una torre del tempio uccidendo 18 persone. Di fronte al groviglio di problemi etici, teologici e politici che questi fatti suscitano Gesù però non prende posizione poiché la sua voce sta al di sopra dei temi della politica corrente.

2° PUNTATA

LE DOMANDE DI OGGI

I fatti tragici della storia sollevano ai tempi di Gesù, come nel 2001, come oggi, ancora le stesse domande. Questioni politiche, le cui risposte non spettano alla Chiesa, ma su cui la Chiesa può aiutare a riflettere. Le persone veramente competenti sulle questioni geopolitiche sono poche, ma è in queste circostanze che diventa ancora più prezioso il controllo democratico esercitato dai parlamenti e dall’opinione pubblica correttamente informata.

3° PUNTATA

L’ATTEGGIAMENTO DI GESÙ

Martini pone un’ulteriore domanda: che cosa ci direbbe oggi Gesù? Gesù cerca la radice profonda dei mali che hanno colpito il popolo di Israele, ma non entra nell’attribuzione delle responsabilità. La connivenza di ciascuno, persone, nazioni, istituzioni, con la violenza è la radice del male. Per combattere l’ingiustizia è necessario mettere ordine nei valori e rifiutare quella globalizzazione che ci impone come unico dio il denaro, come legge il successo, e scandisce il tempo con l’orario di apertura e chiusura delle borse.

4° PUNTATA

IL GRANDE BENE DELLA PACE

Per raggiungere la pace è necessario stabilire alleanze durature e cercare il bene non solo per la propria famiglia, nazione, partito, o movimento, ma quello di tutti, il bene dell’umanità sotto ogni latitudine.

Il discernimento spirituale e pastorale


Intervento ai “sabati di aggiornamento” promossi dall’Azione cattolica e dal Centro Sociale Ambrosiano per i cristiani impegnati nel socio-politico tenutosi a Milano l’8 febbraio 1986.

1° PUNTATA

CHE COS’È IL DISCERNIMENTO

Martini spiega il significato della parola discernimento, un termine che affonda le proprie radici nella storia della spiritualità cristiana, in particolare in sant’Ignazio di Loyola. Che cosa significa nelle scelte concrete operare il bene? Come cogliere le indicazioni dello Spirito nel cuore dell’uomo?

2° PUNTATA

IL DISCERNIMENTO IN SAN PAOLO (PRIMA PARTE)

San Paolo per primo dà un significato cristiano profondo al termine discernimento (Rm, 12,2). Il discernimento è il modo per servire Dio nella complessità della storia e la sua premessa è l’ascolto della Parola per lasciarsi trasformare e rinnovare nel profondo.

3° PUNTATA

IL DISCERNIMENTO IN SAN PAOLO (SECONDA PARTE)

Il rinnovamento coinvolge la “mente”, nel linguaggio moderno la “coscienza morale”, con cui la fede ha un nesso inscindibile. Il mistero di Dio passa attraverso la mente, non è una volontà ricevuta per rivelazione, come vorrebbe chi è sempre all’affannosa ricerca di parole mistiche, ma obbliga l’uomo a un lavoro faticoso di discernimento.

4° PUNTATA

CONCLUSIONE

Il discernimento è dovere della Chiesa, ma diventa anche compito dell’uomo, senza eccezioni. Ciascuno di noi, infatti, non può semplicemente affidarsi a vaghe ricette, ma è chiamato a cercare con pazienza la propria strada nell’oggi. La Verità illumina il cammino, ma non ci dispensa da una continua, e talvolta faticosa, ricerca.