
Il 15 febbraio 2027 ricorrerà il centenario della nascita di Carlo Maria Martini. La Fondazione Carlo Maria Martini accompagnerà questo importante anniversario con un percorso di iniziative che avrà come filo conduttore il motto episcopale del cardinale: Pro veritate adversa diligere, tradotto con le parole «Per la verità, amate le avversità».
Una frase che Martini scelse come motto del proprio ministero episcopale e che oggi la Fondazione intende riproporre come invito rivolto anche al nostro tempo.
Amare le avversità significa non fuggire davanti a ciò che ci mette alla prova, non nascondersi di fronte a ciò che è diverso o sconosciuto, non rinunciare al confronto quando diventa impegnativo. Significa riconoscere che proprio nell’incontro con l’altro, anche quando porta con sé idee, esperienze e sensibilità lontane dalle nostre, si apre una possibilità di crescita.
È un invito a superare la paura dello straniero, dell’imprevisto e di chi la pensa diversamente; a non ripiegarsi sulle proprie certezze, ma a lasciarsi interrogare e arricchire dal dialogo. Le avversità, in questa prospettiva, possono diventare occasioni per allargare il proprio sguardo, comprendere meglio la realtà e costruire relazioni nuove.
È questo il significato che la Fondazione vuole attribuire al Centenario: fare del pensiero di Martini un’occasione di riflessione e di confronto per il presente e per il futuro. Le sue parole continuano a interrogarci su questioni fondamentali: la pace, l’Europa, il dialogo tra culture e religioni, la responsabilità nella vita pubblica, il rapporto tra fede e società.
«Per la verità, amate le avversità» diventa così uno stile da riscoprire: avere il coraggio di attraversare le difficoltà, accogliere la complessità e riconoscere nell’incontro con l’altro una possibilità di arricchimento. Un’eredità da raccogliere e rimettere in circolo, perché il pensiero di Martini possa continuare a generare domande, dialogo e nuove prospettive.




