Testimonianze

Le voci di chi lo ha conosciuto e incontrato

Sono qui raccolte le sintesi di alcune videointerviste realizzate dalla Fondazione a numerose personalità che hanno conosciuto, incontrato e lavorato accanto a Carlo Maria Martini e altre testimonianze e ricordi raccolti dopo la sua morte.

Giuseppe Bettoni

Giuseppe Bettoni

Mi congedo e chiedo se posso tornare: Quando vuoi e quando puoi. Tornerei anche domani, tornerò alle sorgenti ad attingere speranza nelle braccia vacillanti di un vegliardo dal cuore grande come il duomo che lo ha accolto per tanti anni. Grazie padre.

Maria Cristina Bartolomei

Maria Cristina Bartolomei

Amore: l’enorme ondata di commozione che si è levata intorno al cardinale Carlo Maria Martini, avvolgendolo in una nube luminosa e calda di pensieri e preghiere, non ha altro nome. Non un’emozione sensazionalistica, ma un sentire profondo e composto…

Guido Bertagna SJ

Guido Bertagna SJ

Riascoltiamo un passaggio dell’omelia nella Messa celebrata durante il pellegrinaggio diocesano a Efeso (2002): «Mi piacerebbe riassumere tutto il mio ministero più che ventennale a Milano con l’augurio: ‘La vostra gioia sia perfetta’. Un augurio, una parola semplicissima, ma di cui abbiamo paura.»

Paolo De Benedetti

Paolo De Benedetti

La laurea honoris causa conferitagli nel 2006 dall’Università Ebraica di Gerusalemme corona tutto il percorso di Martini, tutta la sua tensione verso l’ebraismo. La scelta stessa di stabilirsi a Gerusalemme è come l’esigenza di una prossimità fisica con l’ebraismo e il popolo del Libro.

Salvatore Natoli

Salvatore Natoli

Quello di Martini era un cristianesimo profetico, non ci sono dubbi. E la sua fede non temeva di misurarsi con gli esiti della secolarizzazione. Anche in questo, però, ad agire era il legame indissolubile con la Parola di Dio, che conferiva un’asciuttezza particolare al suo linguaggio.

Silvia Giacomoni

Silvia Giacomoni

Ha fatto di tutto per comunicare che basta poco, alle pecore, per imparare a pascolare liberamente brucando qua e là: basta che acquistino una certa familiarità con le Scritture, che preghino, e la cosa è fatta.

Giuseppe Laras

Giuseppe Laras

La dote che maggiormente ricordo di lui è la grande fiducia, la fiducia nell’uomo, nella persona, e il coraggio di non farsi mai sopraffare dalle negatività. Era un combattente. Grazie a lui il dialogo interreligioso, in particolare il dialogo ebraico-cristiano, ha preso un nuovo slancio

Giuseppe Platone

Giuseppe Platone

All’annunzio della sua morte il 31 agosto 2012 ricordo che nel Sinodo valdese piombò un lungo silenzio. Come se quell’aula gremita realizzasse d’aver perso un compagno di un cammino lungo e tortuoso.

Maria Teresa Sarti e Antonio Prattella

Maria Teresa Sarti e Antonio Prattella

Continuava a fissarci tutto il tempo con i suoi occhi azzurri, mentre gli parlavamo. Ci impartì la benedizione e Maria Teresa lo baciò e si commosse. Avevo il groppo in gola. Ritornammo a casa. Fu una mezz’ora di strada, che passò senza che riuscissimo ad aprir bocca.

Sandro Clerici

Sandro Clerici

Quando andavamo a Roma, nel tratto appenninico tra Bologna e Firenze, diceva: «Sandro, fammi guidare». Scendevo dall’auto e si metteva al volante. Amava le curve strette di montagna… In auto Martini studiava, preparava le omelie, smaltiva la corrispondenza.

Giannino Piana

Giannino Piana

Ciò che emerge dal suo insegnamento è un sentimento di profonda fiducia nell’uomo e nella vita. Una fiducia radicata in una fede viva fondata sull’autorevolezza della Parola. E ricavava da essa la forza per muoversi senza paura anche all’interno delle vicende più complesse e drammatiche.